Il Giardino Archeologico di Monsummano Alto
GAM è un progetto multidisciplinare che intende contribuire alla valorizzazione del castello di Monsummano Alto mediante la riscoperta dei resti materiali dell’insediamento medievale e la loro fruizione in sinergia con la componente vegetale che oggi caratterizza in gran parte il luogo.
Il Progetto nasce dalla consapevolezza della complessità e della ricchezza di un paesaggio archeologico stratificato, in cui si intrecciano dinamiche storiche, ambientali e insediative. Il castello medievale, infatti, costituisce un sistema culturale articolato che richiede un approccio unitario e multilivello, capace di riattivare il dialogo tra memoria e contemporaneità, tra architettura e natura, tra permanenza e trasformazione.
La ricerca intende pertanto individuare, riportare alla luce, documentare e mettere in sicurezza i lacerti e le tracce di murature appartenenti all’insediamento storico, al fine di poter leggere ed interpretare la struttura urbana sviluppatasi all’interno del circuito murario in oltre un millennio di storia.
L’obiettivo generale del progetto è contribuire allo sviluppo culturale e umano della società attraverso la conoscenza e la fruizione del patrimonio culturale materiale ed immateriale proprio del luogo, promuovendo al contempo la strutturazione di reti e sistemi territoriali finalizzati alla valorizzazione del paesaggio storico del Montalbano.
L’obiettivo specifico del progetto riguarda la valorizzazione e la salvaguardia del castello, inteso come luogo di esperienza culturale e paesaggistica, aperto alla comunità e ai visitatori e capace di stimolare conoscenza, consapevolezza e senso di appartenenza.
GAM si inserisce all’interno di una più estesa proposta di valorizzazione che, al termine di una approfondita fase di conoscenza dei luoghi nelle sue componenti paesaggistiche, architettoniche ed archeologiche, possa indirizzare interventi volti a rafforzare il legame tra l’antico castello e gli abitanti del sottostante insediamento di Monsummano Terme, mediante necessarie azioni mirate a favorire l’accessibilità del luogo, la sua conservazione e la sua fruibilità in sicurezza.

Lo stato di fatto
Il lungo processo di abbandono e la conseguente rinaturalizzazione che hanno interessato il castello di Monsummano Alto hanno modificato il rapporto tra ruderi, vegetazione e percorsi, indebolendo la comprensione unitaria del colle e la leggibilità delle sue relazioni spaziali.
Il sito non si presenta più come un nucleo castellano chiaramente riconoscibile, ma come un paesaggio stratificato, in cui i ruderi medievali convivono con la componente vegetale che ne ridefinisce i margini e le gerarchie.
Le ricerche condotte in questi anni dal DIDA e dal SAGAS hanno evidenziato da un lato la fragilità delle murature, soggette a fenomeni di deterioramento, e dall’altro il ruolo della vegetazione, che non costituisce solo un fattore di rischio, ma contribuisce in modo significativo all’identità del luogo.
A partire da queste considerazioni, il Progetto mira ad intervenire senza alterare questo equilibrio, ma, al contrario, relazionando conservazione e natura. L’obiettivo è quello di migliorare la stabilità e la leggibilità delle strutture, attraverso interventi controllati e una gestione consapevole della vegetazione.
In questa prospettiva, la conservazione non è intesa come semplice mezzo per contenere le forme di degrado, ma come un processo di cura continuo, capace di far mantenere nel tempo il valore storico e paesaggistico del sito.
Obiettivi del Progetto
La strategia utilizzata per lo sviluppo del Progetto rimanda all’approccio RA (Ricerca-Azione), orientato ad analizzare le problematiche relative ad uno specifico progetto con lo scopo di introdurvi dei miglioramenti.
Tutti i partner del progetto potranno apportare le proprie competenze e conoscenze per raggiungere gli obiettivi prefissati. La presenza di expertise provenienti dal mondo accademico e professionale è stata adeguatamente pianificata in modo che lo sviluppo del Progetto si possa bene integrare con le esigenze degli attori locali, facendo sì che si generi un effettivo empowerment delle risorse del territorio. Questi ultimi saranno progressivamente avvicinati al Progetto attraverso azioni mirate di informazione e incontri pubblici, realizzate di concerto tra Comune ed Università.

Metodologia
Il Progetto mira alla realizzazione di un “giardino archeologico” all’interno del castello di Monsummano Alto in cui paesaggio, testimonianze architettoniche e biodiversità possano convivere all’interno di un sistema unitario, in un paesaggio stratificato al quale si ambisce a restituire unità e leggibilità.
Il concetto di giardino archeologico, non avendo una definizione normativa, può essere inteso come punto di incontro tra due ambiti distinti ma complementari. Da una parte si fa riferimento al concetto di Giardino Storico, definito all’interno delle due Carte di Firenze dei Giardini Storici (Carta internazionale ICOMOS IFLA e la Carta Italiana, 1981), come una realtà con una prevalenza della componente vegetale che, in quanto vivente, ne fa un soggetto sottoposto nel tempo a processi di trasformazione, deterioramento e rinnovamento. Viene così inteso come un contesto mutevole, la cui forma riflette le vicende culturali e sociali che l’hanno coinvolto.
Dall’altra parte il Parco Archeologico, definito all’interno del Codice dei Beni Culturali e Ambientali è inteso come ambito territoriale caratterizzato dalla presenza di evidenze archeologiche e la coesistenza di valori storici, paesaggistici o ambientali, preposti per una fruizione all’aperto.
Il termine “giardino archeologico” riprende i due concetti, ponendosi come punto di incontro fra essi; è quindi al tempo stesso uno spazio connotato dalla presenza di resti archeologici e un luogo vivente, in cui la componente vegetale, paesaggistica e storico-architettonica entra in relazione attraverso il progetto.
La strategia di intervento si fonda pertanto su un principio di ricucitura fisica e percettiva del sito, attraverso la ridefinizione dei percorsi, la valorizzazione degli spazi aperti e la costruzione di un sistema di fruizione continuo e accessibile. Il progetto pone al centro il paesaggio come elemento attivo della valorizzazione, promuovendo una gestione consapevole della vegetazione e l’impiego di soluzioni compatibili, in grado di ristabilire un equilibrio tra componenti naturali e costruite.

Strategie di intervento
Le strategie di intervento si articolano in modo integrato. Da un lato si propongono operazioni di riscoperta, conservazione e valorizzazione delle testimonianze materiali del castello medievale (ciò che permane del sistema difensivo, le emergenze architettoniche, il sistema dei terrazzamenti per i coltivi e quello delle cisterne per l’approvvigionamento dell’acqua).
Dall’altro, si affianca l’indirizzo relativo alla componente vegetale, intesa come parte del progetto: la sua gestione verrà affrontata nel rispetto degli equilibri della biodiversità del colle e in relazione ai ruderi, in modo da arrivare ad una coesistenza tra vegetazione e strutture storiche.
Il progetto prevede inoltre interventi rivolti al miglioramento della fruizione del sito, attraverso la ridefinizione di percorsi, l’introduzione di un sistema integrato di comunicazione dello spazio e di orientamento (wayfinding) ed il superamento delle barriere fisiche e percettive attraverso una strategia di accessibilità universale.
Le linee strategiche alla base del Progetto si fondano su tre principi fondamentali:
- salvaguardia, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale esistente,
- promozione della cultura e incentivazione della fruizione del sito con un approccio incentrato sul turismo sostenibile,
- sostenibilità economica e sociale, finalizzata a garantire la gestione unitaria e la manutenzione a lungo termine.
Le strategie delineate trasformeranno auspicabilmente il castello di Monsummano Alto da un insieme di emergenze architettoniche isolate in un sistema paesaggistico integrato. La forza della proposta risiede nel superamento della logica dell’intervento puntuale a favore di una visione di insieme, capace di coordinare le istanze della conservazione archeologica con le necessità della fruizione contemporanea.
Il Progetto si configura pertanto non solo come uno strumento di tutela, ma come un vero e proprio dispositivo di attivazione territoriale: attraverso la riconnessione dei percorsi e la rifunzionalizzazione degli spazi identitari, il progetto pone le basi per una gestione resiliente del sito, in cui la salvaguardia del passato diviene il motore per la rigenerazione culturale e sociale della Valdinievole.

La componente vegetale
L’analisi dello stato di conservazione delle murature di Monsummano Alto non può essere condotta separando il dato costruttivo dal dato vegetale. Le due componenti sono qui inscindibili: la vegetazione non è un elemento sovrapposto alla rovina, ma ne è diventata parte costitutiva, agendo simultaneamente come agente di degrado e come componente paesaggistica identitaria. Il sito di Monsummano Alto è per definizione un deposito di temporal diversity, ovvero un luogo nel quale si stratificano fasi storiche, tracce costruttive e dinamiche ecologiche di epoche diverse, la cui complessità costituisce il valore principale da riconoscere, conservare e comunicare. In questo quadro, la vegetazione non è semplicemente un agente di degrado da rimuovere, né un elemento puramente estetico da preservare, è una componente attiva del sistema, capace di agire simultaneamente come causa di deterioramento meccanico e chimico delle strutture, come presidio ecologico che rallenta l’esposizione agli agenti atmosferici, come bio-indicatore della distribuzione delle strutture sepolte e come elemento narrativo che dà forma e senso allo spazio della rovina.
La gestione di questa complessità è la sfida al centro del Progetto: non l’eliminazione della vegetazione, non la sua conservazione indiscriminata, ma la ricerca di una coesistenza selettiva e consapevole, fondata sulla conoscenza approfondita delle specie, delle strutture e delle loro interazioni specifiche nel contesto di Monsummano Alto.

La componente antropica
Il Progetto propone la riscoperta dei resti materiali dell’antico castello di Monsummano Alto mediante una serie di campagne di scavo mirate che consentano di riportare alla luce, mettere in sicurezza e rendere fruibili i lacerti di costruzioni medievali oggi parzialmente occultati da materiale di riporto o vegetazione spontanea.
Allo stesso tempo lo scavo si propone di rispondere a precisi quesiti storiografici irrisolti, primo fra tutti l’effettiva organizzazione dello spazio interno del castrum, nato come fortezza militare con rifugio per la popolazione rurale e divenuto nel tempo un villaggio densamente abitato. Le campagne di scavo possono essere pertanto considerate come lo step conclusivo di una prima fase di conoscenza del costruito, consequenziale alla documentazione morfometrica e cromatica delle principali emergenze architettoniche del castello e delle prime letture archeologiche eseguite sugli elevati. Allo stesso tempo possono diventare il necessario incipit per le successive azioni di valorizzazione del sito, per le quali saranno attivate specifiche azioni progettuali a seguito dello stanziamento di appositi fondi.
